La Giostra del Saracino di Arezzo

maggio 13, 2009 · Filed Under Senza categoria · Comment 

del Saracino ()

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La del Saracino è una che si tiene nella città di . Vi partecipano i quattro quartieri in cui è suddivisa la città, ovvero: il Quartiere di Crucifera (conosciuto anche come Colcitrone), il Quartiere di del Foro (conosciuto anche come San Lorentino), il Quartiere di Sant’Andrea e il Quartiere di Santo (conosciuto anche come Quartiere della Colombina).

cavalieri di casata schierati sulla durante il corteo storico. I costumi degli oltre 300 figuranti che prendono parte al corteggio rievocano il passato medievale della città di

La

I Fanti del Comune di

dei Guillichini, nobile casata del Quartiere di Sant’Andrea, durante il corteo storico

La del Saracino si corre nella Grande di il penultimo sabato del mese di giugno ( di ) in notturna e la prima domenica del mese di settembre ( di settembre) nel pomeriggio.

Gli attori principali della rievocazione sono i Quartieri ed i loro quartieristi.

La storia della

Le origini della

La è una in costume di stampo medievale che si svolge ad da secoli, presumibilmente dal XIII secolo.

Si tratta di un antico gioco cavalleresco che affonda le sue origini nel Medioevo e che consiste nel colpire un bersaglio, posto sullo scudo del Buratto (un automa girevole che impersona il “Re delle Indie”), con un colpo di al termine di una veloce carriera a cavallo. Il tutto senza farsi colpire dal mazzafrusto, imbracciato dal Buratto stesso, il quale viene azionato da un meccanismo a molla.

In principio probabilmente questo cavalcare contro un fantoccio era un esercizio militare, che lentamente assunse i connotati di manifestazione nella quale si sfidavano i cavalieri durante particolari celebrazioni o semplicemente per dimostrare la propria abilità. Di torneamenti e giostre visti in terra di parla espressamente Dante Alighieri, all’inizio del XXII canto dell’Inferno, in alcune celebri terzine:

« Io vidi già cavalier muover campo,
e cominciar stormo a far lor mostra,
e tal volta partir per loro scampo;

corridor vidi per la terra vostra,

o Aretini, e vidi gir gualdane,
fedir torneamenti e correr ;

quando con trombe, e quando con campane,

con tamburi e con cenni di castella,
e con cose nostrali e con istrane; »
(Dante Alighieri, La Divina Commedia – Inferno, Canto XXII, 1-9)

Di giuochi con le lance (hastiludia), svoltisi nella città di per festeggiare il felice esito di una missione diplomatica in terra di Francia, si parla invece in due lettere indirizzate alla curia avignonese nel novembre 1331 dai Tarlati, signori di .

Il Capitano del Quartiere di Crucifera

Nel Rinascimento questi spettacoli diventarono una grande attrazione; abbiamo notizie certe di “giostre ad burattum” per tutto il XVI secolo, durante la venuta di famosi personaggi in città o per importanti ricorrenze, come la manifestazione del 1535 dedicata a . Anche nel Seicento furono molto diffuse le giostre e, da quella del 1677 in onore a San Niccolò, abbiamo il primo regolamento scritto con tanto di tabellone a punti. Della del 1684 invece ci fa un ampio e dettagliato resoconto Federigo Nomi, anghiarese, al quale è stata dedicata l’edizione del Settembre 2005, nella ricorrenza del III centenario della morte. Un altro famoso torneo fu quello per le celebrazioni petrarchesche del 1904, che si svolse sul tondo del Prato (il parco antistante la Fortezza Medicea) e dove a esibirsi giunsero i Dragoni di casa Savoia.

I quartieri nel medioevo

Armigeri del Quartiere di del Foro

Balestrieri e Armigeri del quartiere di S. Andrea

Dagli Statuti del 1327 apprendiamo che in quell’anno era suddivisa in 4 quartieri: Crucifera, Sant’Andrea, del Foro e Burgi (il cui territorio corrisponde a quello dell’attuale Santo , e non dell’omonimo quintiere che prenderà parte alla sola edizione del 1931), che avevano giurisdizione anche oltre le mura cittadine, su di un territorio diviso in tre fasce concentriche.

Le prime due erano le “Camparie“, che rappresentavano la zona subito fuori le mura, e le “Cortine“, che si estendevano all’incirca per cinque miglia. Queste prime due ripartizioni prendevano direttamente il nome dalle quattro porte di appartenenza. Crucifera controllava le Camparie e le Cortine a nord-est, Sant’Andrea a sud-est, del Foro a nord-ovest e Burgi a sud-ovest. Poi vi era la terza fascia, formata da cinque “Viscontarie” che inglobavano quel territorio comprendente gli altri comuni e comunelli facenti parte del comitato aretino.

Le Viscontarie erano chiamate di Montagna, di Verona, di Cegliolo, del Piano d’ e della Valdambra.

  • Crucifera aveva giurisdizione su quella di Verona, ovvero l’alta valle del Tevere.
  • Sant’Andrea aveva competenza su quella di Cegliolo (fascia sub-appenninica e collinare che andava dal cortonese fino alle pendici meridionali dell’Alpe di Catenaia, delimitata nel suo lato a sud-ovest dalle paludi della Chiana).
  • del Foro aveva sfera d’azione sulla Viscontaria di Montagna (il Casentino) e su quella di Valdambra a destra dell’Arno.
  • Burgi infine aveva capitolo sul Piano d’, quindi la Valdichiana oltre le paludi (da Civitella a Foiano) e la Visconteria di Valdambra a sinistra dell’Arno.

Nella loro porzione di Camparie, Cortine e Viscontarie, le quattro porte avevano potestà in materia civile, di giustizia e di pagamento dei dazi.

Le casate di città e quelle del contado

Il corteo che oggi anticipa la vede sfilare anche gli emblemi e i cavalieri delle famiglie della città e del contado, che nei territori abbinati ai quartieri possedevano la dimora o avevano avuto feudi e consorterie, quindi peso politico e militare prima dell’ascesa del libero Comune.

  • A Crucifera sono assegnati i Bacci, i Bostoli, i Brandaglia e i Pescioni e per quanto riguarda il contado i della Faggiuola e i di Montedoglio.
  • A Sant’Andrea le famiglie cittadine dei di Bivignano, i Guillichini, i Lambardi da Mammi e i Testi e i consortati nobiliari dei Barbolani di Montauto e dei Marchesi Bourbon del Monte Santa Maria e dei “De Mattes di Catenaia”.
  • A del Foro i Grinti di Catenaia, i Sassoli, i Tarlati di Pietramala, gli Ubertini e le consorterie dei Guidi di Romena e dei Cattani della Chiassa.
  • A Burgi, infine, le casate di città degli Albergotti, degli Azzi, dei Camaiani e dei Guasconi e quelle del contado dei Pazzi del Valdarno e dei Tolomei del Calcione.

La oggi

Paggetto del Comune di con la d’oro, il trofeo della del Saracino

La prima edizione dei nostri giorni si svolse il 7 agosto 1931, data in cui ricorre la festa del Patrono d’, . Secondo la tradizione, la fu riportata in vita a seguito di un ritrovamento fatto da Alfredo Bennati nel 1930 nella biblioteca civica. Si narra che il Bennati fosse alla ricerca della ricetta di un dolce e che incappò casualmente in documenti medievali che descrivevano lo svolgersi di una fra i cavalieri delle casate d’ e del “Contado“. La avrebbe avuto quale scopo quello d’allenare i cavalieri aretini nel combattere i predoni che dalle coste si avventuravano fino nell’entroterra. Per questo si raffigurava il Buratto come “Re delle Indie” e con foggie medio-orientali.

Il 7 agosto 1931 il podestà Pier Lodovico Occhini ripristinò in chiave moderna la del Saracino. Se le edizioni del passato erano state più che altro un modo per marcare le differenze di classe, con quelle dell’era moderna entrò in gioco il carattere agonistico. Si pensò così di suddividere il territorio cittadino in più parti e a ognuno di questi settori vennero assegnati dei giostratori che li avrebbero rappresentati.

La città venne così suddivisa in 5 zone, dette “quintieri“: Crocifera (colori bianco e verde), Fori (giallo e cremisi), Santo (azzurro e oro), Saione (bianco, rosso e verde) e Burgi (rosso, verde e oro). A quest’ultimo quintiere andò la vittoria della prima del XX secolo[1].

Già dal 1932 però si cambiò e si decise definitivamente di ambientare la manifestazione nel XIV secolo, la splendida epoca dei Tarlati. Allo stesso tempo il territorio della città venne suddiviso in 4 quartieri, così com’era nel Trecento.
Anzitutto Crocifera e Fori mutarono i propri nomi in quelli attuali di “ Crucifera” e “ del Foro”. Poi il quintiere di Saione fu inglobato da Santo , mentre la zona assegnata in maniera non veritiera l’anno prima a Burgi venne in gran parte assorbita da Crucifera, che a sua volta cambiò i propri colori in quelli del quintiere inglobato. Sempre Crucifera cedette i vecchi colori e parte del suo territorio alla neonata Sant’Andrea.
L’unica variazione rispetto al Medioevo venne data da Santo , che sostituì Burgi nell’abbinamento alla parte sud-ovest di .

I Quartieri

Quartiere di del Foro

Stemma di del Foro

noto anche come “San Lorentino”.

  • Colori: giallo e cremisi.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: «Di cremisi alla chimera di rivoltata».
  • Territorio: settore nord-ovest della città. Al quartiere sono inoltre associate le antiche Cortine di del Foro, la Visconteria di Montagna e la Visconteria della Valdambra oltre l’Arno.
  • Motto: “ capita, una mens“.
  • Casate della città: Grinti di Catenaia, Sassoli, Ubertini, Tarlati.
  • Casate del contado: Cattani della Chiassa, Guidi di Romena.
  • : nei locali di San Lorentino.
  • Protettori: Santi Lorentino e Pergentino.
  • : di San Domenico, Fossombroni.
  • Giornale periodico: “ in Resta“.
  • Lance d’oro: 26.
  • Ultima vittoria: 2 settembre 2007 (Enrico Giusti, Gabriele Veneri).

Quartiere di Crucifera

Stemma di Crucifera

noto anche come “Colcitrone”

  • Colori: rosso e verde.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: «Partito: nel primo di verde al monte di tre colli d’oro all’italiana cimato da una dello stesso; nel secondo di rosso al campanile della Pieve di finestrato di nero ed affiancato da due torri pure d’oro aperte e finestrate di nero».
  • Territorio: settore nord-est della città. Al quartiere sono inoltre associate le antiche Cortine di Crucifera e la Visconteria della Verona.
  • Motto: “Maior crux, excelsior gloria”.
  • Casate della città: Bacci, Bostoli, Brandaglia, Pescioni.
  • Casate del contado: di Montedoglio, della Faggiuola.
  • : Palazzo Alberti, via San Niccolò 1.
  • Protettore: San Martino.
  • : di Santa , via di Santa .
  • Giornale periodico: “Il mazzafrusto“.
  • Lance d’oro: 34.
  • Ultima vittoria: 21 giugno 2008 (Marco Cherici, Alessandro Vannozzi).

Quartiere di Sant’Andrea

Stemma di Sant’Andrea

  • Colori: bianco e verde.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: «Di verde alla di Sant’Andrea d’argento».
  • Territorio: settore sud-est della città. Al quartiere sono inoltre associate le antiche Cortine di Sant’Andrea e la Visconteria di Cegliolo.
  • Motto: “Divus Andreas superior discendit“.
  • Casate della città: di Bivignano, Guillichini, Lambardi da Mammi, Testi.
  • Casate del contado: Barbolani di Montauto, Marchesi del Monte Santa Maria, Mattesini di Catenaia
  • : Palazzo San Giusto, via delle Gagliarde 2.
  • Protettore: Sant’.
  • : di Sant’Agostino, Sant’Agostino.
  • Capitano: Andrea Lanzi
  • Rettore: Maurizio Carboni
  • Giornale periodico: “Il Bando“.
  • Lance d’oro: 30.
  • Ultima vittoria: 7 settembre 2008 (Stefano Cherici, Enrico Vedovini).

Quartiere di Santo

noto anche come “Quartiere della Colombina”.

  • Colori: giallo e azzurro.
  • Raffigurazione araldica dell’emblema: «D’azzurro al ponte di tre archi al naturale, caricato al di sopra di quello centrale, più alto, da una lettera M cimata da una di nero, e cimato da una cinta muraria con tre torri al naturale, sormontato dalla colomba dello Santo raggiante d’oro».
  • Territorio: settore sud-ovest della città. Al quartiere sono inoltre associate le antiche Cortine di del Borgo, la Visconteria del Piano di e la Visconteria della Valdambra fino all’Arno.
  • Motto: “Ex antiquitate ardor“.
  • Casate della città: Albergotti (unica casata aretina con esponenti ancora in vita), Azzi, Camaiani, Guasconi.
  • Casate del contado: Pazzi del Valdarno, Tolomei del Calcione.
  • : Bastioni di Santo , via Niccolò Aretino 4.
  • Protettore: San Jacopo.
  • : di Sant’Antonio, via .
  • Giornale periodico: “Il Bastione“.
  • Lance d’oro: 26.

Ultima vittoria: 3 settembre 2006 (Carlo Farsetti, Luca Veneri).

Il Corteo Storico

Esibizione degli Sbandieratori Città di nell’edizione notturna della del Saracino

La odierna è preceduta dall’esibizione degli Sbandieratori e accompagnata dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine del Gruppo Musici, indi seguita dall’entrata in di tutto il corteggio storico della . Oltre trecento figuranti (311 per la precisione) negli splendidi costumi d’epoca fanno il loro ingresso (secondo l’ordine stabilito nel 1961 sulla base di un “canovaccio” di regia di Fulvio Tului) in Grande, accompagnati dal calore e dagli applausi dei quartieristi stipati nelle tribune e ai lati della .

Il Maestro di Campo, massima autorità sulla , seguito dal suo vice

Il primo ad entrare è l’Araldo, poi la Magistratura della (composta dal Primo Magistrato e da altri 7 magistrati), la Giuria (formata dal Primo Giudice e da altri 4 giudici), il Cancelliere, i Famigli del Buratto, i Valletti (che portano la d’oro, il trofeo della ), i Fanti del Comune e il Maestro di Campo (che rappresenta il comandante delle milizie e che sul campo è la massima autorità) affiancato dal proprio vice. È quindi la volta del Gruppo Musici (23 chiarine, 10 tamburi e un portalabaro) e degli sbandieratori, che impugnano le bandiere dei 39 comuni della Provincia di . Questi realizzano un’esibizione, in ogni edizione ispirata ad un diverso tema, dalla pregevolissima fattura e con acrobazie di rara maestria.

L’ingresso del Corteo Storico in Grande

A questo punto entrano i figuranti dei quattro Quartieri, preceduti dai rispettivi Rettori (le più alte cariche quartieriste) e dai portatori degli emblemi delle Casate associate al Quartiere. Il corteo di ogni Quartiere consta di un paggetto (solitamente un bambino), 4 tamburini, i vessilliferi recanti gli emblemi delle rispettive Casate, 4 dame affiancate dai relativi paggi, nonché 12 armigeri e altrettanti balestrieri agli ordini di un Maestro d’Arme. Quindi fanno il loro ingresso i Capitani dei Quartieri.

Infine sfilano correndo coi rispettivi cavalli sulla , quasi a provare il compito che di lì a poco li attende, gli 8 giostratori (2 per Quartiere) che prenderanno parte alla gara.

È quindi il turno dei Musici che intonano l’Inno della del Saracino (divenuto ormai un vero e proprio inno della città di ), cantato da tutta la . Al termine l’Araldo legge alla la “Disfida di Buratto“, una sorta di dichiarazione di guerra del Re delle Indie ai cavalieri aretini.

Successivamente il Maestro di Campo dà l’ordine ai balestrieri dei Quartieri di impugnare le armi e scagliare al cielo le frecce al grido “!“. Quindi avviene la formale richiesta del permesso di correr alla Magistratura. In caso di risposta affermativa (come accade sempre) l’Araldo annuncia la prima carriera.

La Gara [modifica]

I due Famigli pronti ad arrestare l’impetuosa azione del Saracino (Buratto) appena colpito dalla di un cavaliere

Lo svolgimento delle carriere della del Saracino è disciplinata dal relativo “Regolamento tecnico“.

Ogni Quartiere dispone di due giostratori (o “cavalieri”) e ha diritto a due carriere, che vengono corse secondo l’ordine estratto la domenica precedente presso il Palazzo Civico. In ogni carriera il giostratore impugna una lunga di legno di noce: al segnale dato dal Maestro di Campo cavalca lungo la (la striscia di terra battuta che percorre in obliquo Grande) e si contro il Buratto, un fantoccio dotato di uno scudo nella mano sinistra e un mazzafrusto (lo strumento medievale composto da una frusta con tre corde, alle cui estremità stanno delle palle di piombo; nel caso della del Saracino, per motivi di sicurezza, le palle sono di cuoio e pesano 250 grammi l’una) nella destra.

Prima di ogni carriera i Famigli (cioè i responsabili) del Buratto caricano la molla di quest’ultimo (che permette al Buratto di ruotare su sé stesso una volta colpito dalla dei giostratori) e sullo scudo appongono un cartellone.

Il cartellone

Schema del cartellone apposto allo scudo del Buratto

Il cartellone apposto allo scudo del Buratto è di forma rettangolare e diviso in settori, a ciascuno dei quali corrisponde un punteggio. Per la precisione, il centro (segnato con un cerchio rosso) vale 5 punti e da esso si dipartono a mo’ di 4 settori: quello in alto e quello a destra valgono 4 punti, quello in basso e quello a sinistra valgono 2. Ai lati della “” si trovano altri 4 settori: quello in alto a destra vale 3 punti, quello in basso a sinistra 1 punto, gli altri valgono 2. Infine il contorno (in alto, a destra e in basso) vale 1. I punteggi più ambiti sono il 5, che però è molto difficile e riesce a pochi giostratori, e il 4. Lo scopo è naturalmente quello di colpire con la lo scudo cercando di realizzare il punteggio più alto.

L’individuazione del punto d’impatto con il cartellone dello scudo è facilitata dalla presenza nella punta della di un carboncino, alla cui estremità si trova pure un ago. Quindi la parte del cartellone colpita viene chiaramente marcata, così da facilitare il lavoro della Giuria.

Il mazzafrusto

Il colpo deve però essere rapido, poiché nel Buratto è presente una molla che scatta al momento dell’impatto tra la e lo scudo, facendolo ruotare su sé stesso: se pertanto è lento, rischia di venir colpito dal mazzafrusto. Le palle del mazzafrusto sono ricoperte di inchiostro blu: in tal modo l’eventuale impatto tra esse e la schiena del giostratore sarà facilmente ravvisabile e comporterà la decurtazione di 2 punti (ai sensi dell’art. 37 del Regolamento tecnico).

La decurtazione dei 2 punti può essere decisa dalla Giuria in presenza di una carriera giudicata troppo lenta (art. 35), anche in assenza di contatto con il mazzafrusto. Se, peggio, la carriera è così lenta (e l’impatto tra la e lo scudo è così debole) che il Buratto non ruota, il giostratore perde tutti i punti. Circa la mancata rotazione occorre però verificare le cause: il 7 settembre 2003 il giostratore Carlo Farsetti di Santo colpì infatti il buratto a velocità normale, ma l’automa non ruotò, provocando oltretutto la rovinosa caduta del cavaliere. Immediatamente venne appurato un difetto ad una molla, così che la Giuria ordinò la ripetizione della carriera.

D’altra parte, se l’impatto è così violento da disarmare il buratto del suo mazzafrusto, il giostratore ottiene un punteggio supplementare, proporzionale al numero di palle che si sono staccate (1, 2 o 4 punti rispettivamente per 1, 2 o 3 palle; art. 37).

La

Carriera del Cavaliere di del Foro

Carriera del Cavaliere di S.

Il giostratore deve sostenere l’urto con il buratto e finire la carriera con la ben salda in mano: nel caso in cui questa cada in terra, perde tutti i punti marcati (art. 42), a meno che egli non sia riuscito ad asportare l’intero mazzafrusto (art. 37). La stessa conseguenza si ha nel caso in cui il giostratore si rifiuti di presentarsi alla Giuria (art. 39 lett. a). Se invece vi giunge appiedato vengono decurtati 2 punti dal punteggio ottenuto (art. 39 lett. b).

D’altra parte, se l’impatto è così forte da spezzare la , il giostratore ottiene il doppio dei punti conseguiti sul tabellone (art. 43).

Punteggio

Il punteggio più alto possibile è pertanto il 14, che si ha nel caso in cui il giostratore centra il 5, spezza la e provoca il distacco delle 3 palle del mazzafrusto. Di fatto il più alto punteggio mai realizzato è del giostratore di Santo Carlo Farsetti che il 20 giugno 1999 ottenne un 10, centrando il 5 e spezzando la .

Una volta che il giostratore ha concluso la carriera restituisce la alla Giuria, cui nel frattempo è stato consegnato il cartellone posto sullo scudo del Buratto. I giudici analizzano il cartellone e la stessa, per verificarne l’integrità. Una volta emanato il verdetto, lo consegnano al Cancelliere, che a sua volta lo dall’Araldo per la lettura alla .

Spareggi

Se, una volta concluse le 2 carriere ordinarie, vi sono almeno due Quartieri a parità di punti si procede alle carriere di spareggio. Queste si corrono finché non si ha disparità nei punteggi.

Vittoria

Vince la del Saracino il Quartiere che realizza il punteggio più alto. Al Rettore del Quartiere vincitore viene consegnata la d’oro, che poi viene portata in trionfo per le vie della città fino al Duomo (dove i quartieristi cantano un Te Deum di ringraziamento alla Madonna del Conforto di ) e poi alla del Quartiere.

Vincitori delle ultime due giostre

  • 21 giugno 2008 – Crucifera (giostratori Marco Cherici e Alessandro Vannozzi) – 33esima
  • 7 settembre 2008 – Sant’Andrea (giostratori Enrico Vedovini e Stefano Cherici) – 30esima

La settimana della

La ed il buratto vengono posti in Grande almeno una settimana prima dello svolgimento della , così da permettere ai fantini di allenarsi. Il giovedì antecedente alla di giugno e il venerdì antecedente alla di settembre si svolge la cosiddetta provaccia, ossia una prova generale di tutta la rappresentazione, gara compresa, con i figuranti privi dei costumi di scena. Tradizionalmente si pensa che chi vinca la provaccia si assicuri la perdita della futura , consolandosi comunque con un banchetto offerto dal comune.

La sera della vigilia della ogni quartiere svolge nei propri locali la cena propiziatoria.

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"Crudo" a cura di Mega+Mega

maggio 12, 2009 · Filed Under Eventi · Comment 

Nell’ambito del progetto Marker, con l’evento "Crudo" si presenta, per la prima volta ad , una grande mostra collettiva di giovani artisti, noti per l’ampio interesse che sta suscitando un fenomeno complesso quanto ricchissimo di soluzioni qual è quello del New Pop italiano. Si tratta di giovani la cui attività si svolge tra Roma e Milano e spazia nei più diversi campi d’interessi e applicazione (dal fumetto all’illustrazione), passando attraverso le infinite connessioni con l’arte più istituzionalizzata.

CRUDO si pone come esposizione collettiva degli artisti emergenti del panorama nazionale che vengono a costituire ad un luogo e un tempo straordinari dal quale offrire accesso alla creatività allo stato grezzo.  Il materiale da questi messi i mostra è da considerarsi non solo come una esposizione di opere recenti, ma spazio d’azione, termine di paragone e movimento di opinioni che parte dal basso. Un modo crudo non inquinato da compromessi,  che si rifiuta di far parte di un mondo elitario e chiuso incapace di opporsi agli atteggiamenti pseudo concettuali.
Esponenti di una tendenza artistica definita dal termine New Pop, gli artisti di CRUDO saranno il monito per condurre utili riflessioni sul carattere scanzonato e intelligente della semplicità e della negazione dei pensieri dominanti.
Info:
espositiva: 0575/351642
 
MEGA+MEGA – centro d’arte contemporanea e Simone El Rana, organizzano nello spazio espositivo di Palazzo Chianini ad una specie di riserva degli indiani che educa alla orizzontalità, appagando la fame di immagini prive di gerarchie. CRUDO significa basta ai freni dell’inibizione e ai minimalismi di maniera che tappano la bocca con l’intellettualismo più retrivo. La provincia si sa: ne è piena, ma viste le difficoltà, è possibile ipotizzare che il clima culturale delle metropoli italiane non sia tanto dissimile. È dunque da questa provincia dell’impero che il vitalismo intellettuale di Marc About, Anonymous art, Silvia Argiolas, Massimo Bennati, Andrea Cecconi, Cesko, Adriano dall’Alpi, Rudy de Amcis, Francesca de Amicis, Kate Distort, Simone El Rana, Carlo Ferrè, Laura Giardino, Massimo Gurnari, Mallo, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Manuel Sanfilippo, Paolo Toci, Anna Tufano, Danilo Pasquali, Zelda Bomba, e Marco Wallace sono chiamati a raccolta.

L’intemperanza di ciò che è crudo da offrire a chi ha fame di concretezza, di aggressione visiva e di forza attrattiva. Assetati di lavoro vero e di tempi straordinari dove è giocoforza essere efficaci al primo sguardo CRUDO è sovrabbondanza di energie e cariche sensuali da contrapporre agli sguardi benevoli e ai molli disgusti, realizzando una mostra collettiva dove tutto (compreso l’allestimento e l’uso dello spazio), eccede soprattutto nella carica di vita che propone.
Gemme d’arte visiva e  miniera d’immagini la mostra vuol far vedere quanto penetrante possa essere la semplicità e la negazione dei pensieri dominanti.
(Dal 07/03/2009 al 27/06/2009)

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INVITO DI SOSTA PROLUNGATA

maggio 12, 2009 · Filed Under Eventi · Comment 

L’iniziativa è promossa e realizzata da SOSTA PALMIZI, grazie al contributo della Regione Toscana e del Comune di , per sostenere e sviluppare nel territorio aretino la sensibilità e l’attenzione verso l’arte coreutica contemporanea.

La rassegna si terrà nei giorni 15, 16 e 17 maggio.
.
L’ingresso agli spettacoli è libero

Programma di venerdì 15 maggio, ore 21.00:

Alessandro Certini 
AUTOCRITICO

di e con Alessandro Certini

Giovanna Velardi
LA MARIONETTA

coreografia e interpretazione: Giovanna Velardi

Ambra Senatore
ALTRO PICCOLO PROGETTO DOMESTICO

due quadri autonomi di un dittico che esplora, con il corpo, l’intimità della solitudine e il desiderio, spesso maldestro, di incontrare l’altro.
di e con Ambra Senatore

Programma di sabato 16 maggio, ore 21.00:

Cie zeroGrAmmi
ZEROGRAMMI

Uno spettacolo di e con Emanuele Sciannamea e Stefano Mazzotta

Laura Scudella e Rachele Colombo
PETALI DI ROSA

di e con Laura Scudella e Rachele Colombo

Programma di domenica 17 maggio, ore 15:

Spazio giovani artisti toscani
Con il sostegno ed il contributo della Regione Toscana e del Comune di , Sosta Palmizi ha aperto un piccolo spazio di visibilità a giovani artisti toscani.
Quattro i lavori in forma di studio, preselezionati il 19 aprile presso il Centro Il Grattacielo di Livorno, che verranno presentati all’interno della giornata.
Ospiti inoltre per l’occasione 3 brevi creazioni di giovani danzatori provenienti dal resto d’Italia.

ARRIVO’ SENZA COLORE
di e con Claudia Catarzi, Firenze

SPETTRI DI MARE
di Leonardo Diana
con Leonardo Diana e Chiara Innocenti e con i musicisti Luca Serrapiglio e Andrea Serrapiglio

STA
di e con Serena Gatti, Pisa

PULSE
Cie ImpronteHipHopDanceCompany, Livorno
di Endro Bartoli
con Karen Albonetti, Antonio Bensi, Veronica Carugini, Francesca Coria, Lucrezia Palandri

DI PASSAGGIO
di e con Morena de Leonardis

ALUCINARI
di e con Daria Menichetti

SO FAR
di Daniele Ninarello
con Iunia Bricca e Maura Dessi

Per informazioni sulla rassegna segui il link dal box "Vedi Anche"


(Dal 15/05/2009 al 17/05/2009)

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Vasari Rugby Arezzo Serie B: Rugby Viterbo vs Vasari Rugby Arezzo 7 a 9

maggio 12, 2009 · Filed Under Notizie · Comment 

vasIl Vasari chiude con una vittoria la stagione sportiva 2008/2009 in una partita veramente tirata, molto difficile e anche molto avara di emozioni. Il match si svolge sotto un sole primaverile, non fosse per un vento che rendeva il campo da gioco molto più simile ad un campo da regata dell’America’s Cup.
Complici gli errori dalla piazzola di entrambe le parti e la grande prova delle due difese questa prima metà si conclude con il risultato di 0 – 0.
Nella ripresa è l’ a giocare a favore di vento, ma non sempre i toscani riescono a trasformare questa condizione favorevole in un vantaggio concreto.
La partita è decisa dalla grande precisione al piede sfoggiata dall’argentino Morsino nella seconda frazione di gara, complici anche gli utilissimi e sempre precisi consigli dell’ottimo metereologo Raffaelli. Particolarmente piacevole il siparietto consumatosi in occasione del secondo piazzato a favore dell’.
Morsino, disturbato dal vento, ha notevoli problemi di stabilità con la palla, che cade pochi istanti prima di essere colpita. L’arbitro concede al giocatore di riposizionare la palla ma ricorda al giocatore di avere solamente 10 secondi a disposizione per realizzare il calcio; il numero 10 ospite riesce a calciare la palla giusto pochi istanti prima che il tempo scada, con un gran sospiro di sollievo dei compagni di squadra.
Il finale è molto intenso con i padroni di casa che spingono sull’acceleratore e trovano la meta allo scadere. Ma sono i tutti neri aretini che mantengono il pallone sino alla fine e riescono a raggiungere questa vittoria voluta a tutti i costi. Come da rituale con la fine della stagione sono d’obbligo i saluti e i ringraziamenti: innanzitutto chi ci ha dato la possibilità di scendere in campo ogni domenica, a qualsiasi titolo (organizzando, cucinando, accompagnando, pulendo le maglie, portandoci i dolci, sbandierinando a bordo campo, e qualsiasi altra cosa che ora non mi passi per l’anticamera del cervello); chi ci ha messo in campo tutte le domeniche, e cioè quello che per noi, credo di poter parlare a nome di tutti, non è stato solo un allenatore, ma anche un grande amico e cioè CHICCO FUSCO; a chi è sceso in campo ogni maledetta domenica e soprattutto a chi è venuto e non ci è sceso; a tutti quei “vecchietti” senza i quali non saremmo andati da nessuna parte (capitan Falomi su tutti).
Spero di non essermi dimenticato di nessuno e se l’ho fatto non me ne vogliate, per favore.
Per ultimo ringrazio tutti voi-quattro gatti-che avete letto, contestato e a volte apprezzato questi pseudo-articoli, per la pazienza con cui avete accettato articoli al limite della comprensibilità. E’ stata una bella annata, ragazzi…al prossim’anno !!!!!!!!

LA FORMAZIONE: Chicco, Cite (Raspa), Arra; Pagno, Coste; El Pampero, Simo; U’Treno, Ruzzino, Alessio (Ottino); Pasticcino (Checco), Boni; Fufi, Bulo, Tarchia (Cico).

AMEDEO BURRONI

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Riciclaggio in piazza Sabato 2 Maggio

maggio 12, 2009 · Filed Under Notizie · Comment 

picresized_1230783460_immagine.jpg‘Non tutto ciò che usiamo è destinato a diventare uno scarto da buttare’.

Con questo slogan continua la raccolta, sabato 2 maggio in Sant’Agostino ad , di olio alimentare usato, cellulari guasti e usati, occhiali da vista usati, tappi di sughero, tappi di plastica, cartucce da stampante e computer usati e guasti.

Tali raccolte sono promosse dal Gruppo di Acquisto Solidale di e sono finalizzate alla riduzione dei rifiuti nella convinzione che non tutto quello che crediamo che sia da buttare via lo è veramente.

Le raccolte, iniziate ad agosto, continueranno ogni primo sabato del mese, in corrispondenza con il mercato biologico Mercatale Campagna Aperta.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.arezzoricicla.it.

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Panorami censurati

maggio 12, 2009 · Filed Under Notizie · Comment 

Finalmente in questo paese le cose funzionano! Il clima è mite e rilassato, il buonumore e la speranza trionfano, malgrado qualche piccola sbavatura, opera di personaggi del calibro di Vauro, Crozza, il Mago Silvan. Poco di buono, che hanno osato nominare “aumenti di cubature cimiteriali” e “ospedali abusivi” in prima serata. In una rubrica che pensa positivo, apertamente contraria alla satira (in specie quella politica) ci sentiamo in dovere di esprimere tutto il nostro disagio per l’eccessiva libertà di parola lasciata a codesti uomini di spettacolo. Sembra, infatti, che nemmeno il papa li abbia mai superati, nemmeno dicendo che i preservativi non proteggono dall’Aids. Ed appare ovvia cosa, che il premier stesso non abbia mai osato tanto, persino quando ha sdrammatizzato il disastro del sisma, con quella trovata sulla “gita fuori ” degli aquilani, persino con l’affermazione che “se si vuol fare del male, basta fare il delinquente, il PM o il dentista”! Ebbene: crediamo doveroso sollecitare le nostre amministrazioni locali, affinché prendano seri provvedimenti, onde arginare un fenomeno che potrebbe radicalizzarsi a livello territoriale.
Allontamento dalla pubblica : immediato esilio in Pratomagno per sobillatori del calibro di Mario Sensini e uomini di poca fede quali Francesco Maria Rossi; tappo in bocca e Bic che non scrive per il meno sospettabile (ma comunque sabotatore in potenza) Gianni Brunacci.
Censura preventiva: onde evitare di creare anticipatamente il panico nella popolazione, divieto categorico di pubblicare qualunque annuncio riguardante lavori alle reti idriche, alle tubature di gas ed elettricità e potature del verde pubblico. Il Sindaco si farà trovare a dispensare aiuto morale e sorrisi nei luoghi interessati, giusto in tempo perché qualche cittadino – ignaro del perché non riesca ad accendere il gas, telefonare, lavarsi i denti – si affacci casualmente alla finestra e scopra che ha la macchina inchiodata a terra da un ramo di pino delle dimensioni di un’astronave.
Positività: le cronache locali dovranno sostituire la parola “lavoratori in cassa integrazione” con “persone in temporaneo riposo dei sensi”. Secondo gli organi stampa del Comune, la Sca potrebbe essere già stata comprata dalla Fiat insieme alla Chrysler.
Simpatia in Consiglio Comunale: vietato citare qualsiasi tipo di trend negativo, senza raccontare subito dopo una barzelletta. Se però la gag venisse giudicata eccessivamente satirica o lesiva del buonsenso aretino – che l’autore venga colpito dalla triplicazione della sua tariffa rifiuti e dal ritiro del permesso di parcheggio in Zona Traffico Limitato.

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Scuola di Narrazioni, inizia la seconda parte del corso e con le borse di studio la partecipazione è gratuita

maggio 12, 2009 · Filed Under Notizie · Comment 

Dopo la conclusione del modulo base della Scuola di Narrazioni “Arturo Bandini” prende il via la seconda parte del corso con i seminari del modulo professionalizzante. Previsti gli incontri con Giampaolo Simi, Enzo Carabba, Marco Vichi, rispettivamente l’8, 9 e 10 maggio con orario 9-13 e 14-19. Mentre lo scrittore americano Joe Lansdale, autore di “La notte del Drive-in”, “L’ultima caccia” e “Freddo a luglio” sarà ospite della Scuola di Narrazioni il 18 e 19 maggio. Il tema dei seminari è il Racconto e il romanzo partendo dalla esperienza e dalla produzione letteraria dei prestigiosi docenti, con un’ampia parte degli incontri destinata a laboratori di scrittura creativa. Nei mesi di maggio e giugno previsti i moduli “Tradurre letteratura” e “La Poesia” con il poeta e docente Franco Buffoni – vincitore nel 2008 del premio “Giacomo Matteotti” con il romanzo “Più luce, padre”- il 29-30-31 maggio e 11-12 giugno, con orario 9-13 e 14-19, e la poetessa Elisa Biagini, il 13-27 e 28 giugno, sempre con orario 9-13 e 14-19. Tutti gli incontri si svolgeranno presso la di Nausika – Scuola di Narrazioni, ad in Risorgimento 8. I moduli professionalizzanti sono aperti a tutti gli interessati, anche se non precedentemente iscritti alla Scuola di Narrazioni. È infatti possibile partecipare a uno o più moduli anche separatamente e così selezionare il proprio percorso personalizzato. Si segnalano le borse di studio, destinate ai residenti nei rispettivi territori comunali, assegnate dai Comuni di Cortona, Bucine, Capolona e Subbiano, che nel caso dei singoli moduli vanno a coprire tutte le spese di partecipazione. Per informazioni e contatti 0575 380468 e info@narrazioni.it

I moduli successivi, fino a dicembre 2009, prevedono: “La sceneggiatura”, nell’ambito di Arezzo Festival (14-19 giugno) e il festival Narrazioni (3-5 luglio a Poggibonsi), con Luca Scarlini e Matteo Bortolotti, “La canzone e il tempo” a settembre con Filippo Gatti, Fabio Fantini e Alessio Surian, “Effetti di lettura” ad ottobre con Marco Vichi, Paola Italia e Simone Giusti, “I generi della lettura” a novembre con Paola Italia e Nicola Lagioia e a concludere, a dicembre, il seminario su “Storytelling aziendale e politico” con Simone Giusti, Alberto Signori e Filippo Tantillo.

Per ulteriori informazioni 0575 380468 e info@narrazioni.it
Tutto il materiale sulla Scuola di Narrazioni è su www.narrazioni.it

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Il Resonance quartet di William Parker al Signorelli di Cortona

maggio 12, 2009 · Filed Under Notizie · Comment 

Giovedì 23 aprile alle 21.15 appuntamento col grande jazz

ParkerIl Resonance quartet – formato da William Parker al contrabbasso, Daniele Malvisi ai sassofoni, Alessandro Giachero al pianoforte e Hamid Drake alla batteria – è il protagonista del prossimo appuntamento, giovedì 23 aprile alle 21.15 al teatro Signorelli di Cortona, con “I Concerti di Arretium”, organizzati dalla Fondazione Toscana Musica e Arte in collaborazione con il Comune di Cortona. È sempre molto difficile dover riassumere in poche righe la vita professionale di un musicista dalle molteplici espressioni artistiche come William Parker. Il contrabbassista americano è considerato un protagonista assoluto della musica jazz e inoltre è uno degli strumentisti più richiesti degli ultimi trent’anni. Celebre è la sua incisione di “Criminal in the white house”, dove le motivazioni artistiche sono concepite e realizzate dalla felice intuizione di saper inglobare i caratteri essenziali e irrinunciabili della musica afroamericana con il jazz, dimostrando di essere pienamente cosciente del ruolo di guida spirituale e coscienza critica, non solo musicale, della musica afroamericana del Novecento. L’offerta musicale del disco è ricca di un repertorio di brani fortemente connotati politicamente, attingendo a piene mani a quello popolare nero che ha le proprie radici non solo nel free, ma anche nel jazz delle origini, nel blues, nel soul e nel black folk. In questa incisione, presentata per l’occasione al Signorelli di Cortona, Parker dà un ulteriore testimonianza del suo valore insieme ad un altro grande artista, il batterista Hamid Drake, partner con lui di mille avventure. Gli altri protagonisti del Resonance Quartet sono il sassofonista Daniele Malvisi e il pianista Alessandro Giachero scelti da Parker come protagonisti del progetto, musicisti di grande spessore che nei due anni di collaborazione hanno dimostrato totale dedizione, versaltilità sonora e stilistica attraverso mirabili fraseggi di grande difficoltà tecnica ed espressiva, dando subito sicurezza e solidità a tutto il quartetto. I biglietti saranno in vendita il 23 aprile 2009 dalle ore 18 presso la biglietteria del Teatro Signorelli: intero, euro 15,00 – ridotto euro 11,00.

Per informazioni:
Fondazione Toscana Musica e Arte, 366 4531380 e info@fondazionetoscana.it
Teatro Signorelli, Biglietteria Teatro 0575 601882
Comune di Cortona 0575 637273- 0575 637209

BIOGRAFIE
La lunga carriera di William Parker inizia nel 1973 nel gruppo di Frank Lowe e dalle circa 250 registrazioni ufficiali finora realizzate emerge la figura di un protagonista assoluto della musica jazz. Contrabbassista tra i più richiesti degli ultimi trent’anni, nel suo curriculum vanta oltre cinquanta registrazioni in veste di leader, insieme a collaborazioni di altissimo livello con artisti del calibro di Ed Blackwell, Don Cherry, Bill Dixon, Milford Graves, Billy Higgins, Sunny Murray, Roscoe Mitchell, Peter Brotzmann e con Cecil Taylor. Nelle esibizioni di Parker è possibile saggiare in presa diretta perizia tecnica ed espressività, dove il vocabolario del contrabbasso moderno ha totale evidenza, con una naturalezza tale da fare, del voluminoso strumento, una sorta di appendice corporea dello strumentista. Nel pizzicato, nell’uso dell’archetto, nella percussione delle corde, Parker ha denotato una totale padronanza di mezzi e una “vena narrativa” eclettica, che si muove lungo un ampio spettro, fra espressionismo e lirismo: una pulsazione costante, inesorabile, una capacità di passare da una figurazione ritmica a un’altra senza cesure, da vero e proprio “conduttore” della performance, autentico “perno ritmico” vicino, in questo senso, alla leadership mingusiana. L’autorevole Village Voice lo ha posto sul podio più alto nella storia dei contrabbassisti. Parker è attivo nei più importanti gruppi in questo genere e alcuni dei più prestigiosi sono da lui diretti: “The Inside Songs of Curtis Mayfield”, “Little Huey Creative Orchestra”, “In Order to Survive”, “William Parker’s Quartet”. Fin dall’inizio della sua carriera musicale, Parker è stato un compositore musicale prolifico per la maggior parte dei gruppi con cui ha suonato, le sue composizioni spaziano in diversi campi: opere, oratori, balletti, colonne sonore per films e soliloqui per contrabbasso solo. Ha anche esplorato con ottimi risultati le diverse formazioni dai piccoli combo ai più grandi ensemble. È anche uno dei più importanti compositori d’oggi e un poeta le cui liriche stanno avendo una maggiore visibilità grazie ai libri pubblicati, alle canzoni e attraverso le sue “piece teatrale”. Ha scritto poesie nei tre volumi pubblicati come: “Music Is”, “Document Humanum”, e “The Shadow People”. Intellettuale di punta del down town della “Grande Mela”, animatore e ispiratore della cultura alternativa della metropoli, William Parker è senza dubbio un prosecutore autorevole dell’approccio “engagé all’arte”, che senza retrocedere al milieu dell’Harlem Renaissance ha caratterizzato sensibilmente una parte importante della cultura afroamericana. Nelle parole citate, dettate dal contrabbassista, compositore, leader di formazioni molteplici, sembra rivivere il messaggio dei grandi della New Thing: “un pensiero musicale, artistico, culturale e sociale, calato profondamente nella complessità del reale, privo di qualsivoglia sfibratura estetizzante”.

Hamid Drake inizia nel 1974 una lunga collaborazione musicale con il tenorsaxofonista Fred Anderson. Verso la fine degli anni Settanta, Anderson fece conoscere a Drake George Lewis e Douglas Ewart, artisti che hanno influenzato fortemente il suo stile, insieme a Ed Blackwell, Adam Rudolph, Philly Joe Jones, Max Roach, Jo Jones e Don Cherry, con cui Drake si incontrò la prima volta nel 1978. Drake ha studiato a lungo le percussioni di vari paesi, compresi gli stili orientali e caraibici. Alla fine degli anni Settanta, Drake divenne uno dei membri del Mandingo Griot Society con cui registrò fin dal primo album, e successivamente negli anni ha lavorato con Herbie Hancock, Wayne Shorter, Marilyn Crispell, Pierre Dorge, Georg Gräwe, Misha Mengelberg, Pharoah Sanders, Malachi Thompson, il percussionista Michael Zerang, Kent Kessler e Ken Vandermark con cui ha formato il trio DKV. In una tale varietà musicale egli ha adottato idiomi dell’Africa del Nord e dell’Africa occidentale e suggestioni indiani, del reggae e della musica latino-americana.

Daniele Malvisi, musicista attento e aperto a vari stili e generi musicali, le sue esperienze si estendono anche alla musica etnica italiana ed extraeuropea. È attualmente impegnato nel duplice ruolo di sassofonista e arrangiatore, con il cantautore africano Gabin Dabirè. Collabora con l’etichetta indipendente “Materiali Sonori” per la realizzazione di tre lavori discografici, componendo e arrangiando musica per la cantante inglese Clare Ann Matz e per il produttore Arlo Bigazzi. La sua totale apertura e disponibilità a confrontarsi con diversi generi e stili musicali gli permette nel corso degli anni di condividere il palco e sale di incisioni con Gabin Dabirè, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Paolino Dalla , Manù Katchè, Stefano Battaglia, Peter Erskine, Danilo Rea, John Taylor, Gabriele Mirabassi, Al di Meola, Palle Daniellesson, Marco Tamburini, Mauro Grossi, Massimo Manzi, Pietro Tonolo, Paul Dabirè, Locquà Kanza, Ali Tajbakhsh, Dominick Miller. Nel ‘95 scrive e arrangia le musiche per lo spettacolo multimediale “CLAUSTRUM “, una creazione della scultrice e architetto francese Florance Hoffman, leader del progetto performances-group “LA ZATTERA”. Successivamente lo spettacolo, selezionato da commissione della C.E.E., sarà scelto per due importanti rappresentazioni: il Festival Europeo della Cultura di Lussemburgo e di Berlino. Molto apprezzato anche come docente, Malvisi ha esercitato l’attività didattica per diversi anni presso l’istituto musicale “Poggio Bracciolini” di Terranuova Bracciolini () ed ”Accademia Musicale San Martino” di Levane (). Il suo interesse per la letteratura e per il teatro, lo spingerà nel corso degli anni a maturare una conoscenza musicale sempre più specifica e legata a queste due forme espressive. Conseguenza diretta di questo particolare interesse è la sua partecipazione come giurato ed esperto musicale al 26° Festival internazionale del Teatro Corto del Piccolo Teatro di .

Alessandro Giachero ha collaborato col Teatro Stabile dell’Umbria per la messa in scena della spettacolo “I Quattro Moschettieri” per la regia di Gigi Dall’Aglio ed è stato invitato ad effettuare un concerto in quartetto con Claudio Fasoli a L’Havana. Ha ricevuto recentemente ottime recensioni e critiche per aver realizzato i Recital teatrali “Brecht-Concerto” e “Angeli Ribelli“ per la regia di Francesco Torchia. E’ stato segnalato dal Top Jazz 2005 tra i nuovi talenti del jazz italiano sia come pianista solista, sia con il progetto T.R.E con Stefano Risso e Marco Zanoli, e nel numero di maggio dello stesso anno è stato inserito il brano “Tonzig” del progetto T.R.E. all’interno del cd in allegato della rivista Musica Jazz. Nel 2006 insieme a Silvia Bolognesi e in collaborazione con Siena Jazz costruisce le basi per l’ensemble del laboratorio di ricerca musicale diretto da Anthony Braxton. Ha suonato con Claudio Fasoli, Stefano “Cocco” Cantini, Massimo Manzi, Massimo Moriconi, Armando Sciommeri, Tony Cattano, Mirco Mariottini, Piero Borri, Yuri Goloubev, Tiziana Ghiglioni, David Riondino, Rossano Emili, Nico Gori, Gabriele Pesaresi.

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Vasari Rugby Arezzo Serie B: Rugby Viterbo vs Vasari Rugby Arezzo 7 a 9

maggio 12, 2009 · Filed Under Notizie · Comment 

vasIl Vasari chiude con una vittoria la stagione sportiva 2008/2009 in una partita veramente tirata, molto difficile e anche molto avara di emozioni. Il match si svolge sotto un sole primaverile, non fosse per un vento che rendeva il campo da gioco molto più simile ad un campo da regata dell’America’s Cup.
Complici gli errori dalla piazzola di entrambe le parti e la grande prova delle due difese questa prima metà si conclude con il risultato di 0 – 0.
Nella ripresa è l’ a giocare a favore di vento, ma non sempre i toscani riescono a trasformare questa condizione favorevole in un vantaggio concreto.
La partita è decisa dalla grande precisione al piede sfoggiata dall’argentino Morsino nella seconda frazione di gara, complici anche gli utilissimi e sempre precisi consigli dell’ottimo metereologo Raffaelli. Particolarmente piacevole il siparietto consumatosi in occasione del secondo piazzato a favore dell’.
Morsino, disturbato dal vento, ha notevoli problemi di stabilità con la palla, che cade pochi istanti prima di essere colpita. L’arbitro concede al giocatore di riposizionare la palla ma ricorda al giocatore di avere solamente 10 secondi a disposizione per realizzare il calcio; il numero 10 ospite riesce a calciare la palla giusto pochi istanti prima che il tempo scada, con un gran sospiro di sollievo dei compagni di squadra.
Il finale è molto intenso con i padroni di casa che spingono sull’acceleratore e trovano la meta allo scadere. Ma sono i tutti neri aretini che mantengono il pallone sino alla fine e riescono a raggiungere questa vittoria voluta a tutti i costi. Come da rituale con la fine della stagione sono d’obbligo i saluti e i ringraziamenti: innanzitutto chi ci ha dato la possibilità di scendere in campo ogni domenica, a qualsiasi titolo (organizzando, cucinando, accompagnando, pulendo le maglie, portandoci i dolci, sbandierinando a bordo campo, e qualsiasi altra cosa che ora non mi passi per l’anticamera del cervello); chi ci ha messo in campo tutte le domeniche, e cioè quello che per noi, credo di poter parlare a nome di tutti, non è stato solo un allenatore, ma anche un grande amico e cioè CHICCO FUSCO; a chi è sceso in campo ogni maledetta domenica e soprattutto a chi è venuto e non ci è sceso; a tutti quei “vecchietti” senza i quali non saremmo andati da nessuna parte (capitan Falomi su tutti).
Spero di non essermi dimenticato di nessuno e se l’ho fatto non me ne vogliate, per favore.
Per ultimo ringrazio tutti voi-quattro gatti-che avete letto, contestato e a volte apprezzato questi pseudo-articoli, per la pazienza con cui avete accettato articoli al limite della comprensibilità. E’ stata una bella annata, ragazzi…al prossim’anno !!!!!!!!

LA FORMAZIONE: Chicco, Cite (Raspa), Arra; Pagno, Coste; El Pampero, Simo; U’Treno, Ruzzino, Alessio (Ottino); Pasticcino (Checco), Boni; Fufi, Bulo, Tarchia (Cico).

AMEDEO BURRONI

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Riciclaggio in piazza Sabato 2 Maggio

maggio 12, 2009 · Filed Under Notizie · Comment 

picresized_1230783460_immagine.jpg‘Non tutto ciò che usiamo è destinato a diventare uno scarto da buttare’.

Con questo slogan continua la raccolta, sabato 2 maggio in Sant’Agostino ad , di olio alimentare usato, cellulari guasti e usati, occhiali da vista usati, tappi di sughero, tappi di plastica, cartucce da stampante e computer usati e guasti.

Tali raccolte sono promosse dal Gruppo di Acquisto Solidale di e sono finalizzate alla riduzione dei rifiuti nella convinzione che non tutto quello che crediamo che sia da buttare via lo è veramente.

Le raccolte, iniziate ad agosto, continueranno ogni primo sabato del mese, in corrispondenza con il mercato biologico Mercatale Campagna Aperta.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.arezzoricicla.it.

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